Educare il futuro

<< Cos’è una scuola? Perché nasce? Quale dovrebbe essere il suo scopo?
Se dovessimo rispondere a queste domande, allora sarebbe necessario porsi altre domande: per chi sono le scuole? Per i bambini che gestiranno il mondo di domani quando voi non ci sarete più, le sorti del pianeta sarà nelle loro mani. Cosa sono i bambini? Esseri umani. Cosa sono gli umani? Una forma di vita intelligente che abita un pianeta. Perché abitano quel pianeta? Da dove vengono? Dove vanno?
Porsi queste domande permette di disperdere la nebbia dell’ignoranza e dell’ingenuità, permettendo di vedere la bellezza e il miracolo di ciò che siamo e facciamo, glorificandolo.

Se queste domande vi sembrano folli, allora chiudete questo libro.

In ogni caso, la qualità di vita che troveremo nel prossimo futuro è già visibile nel presente osservando le generazioni più giovani e la visione della vita che è stata loro trasmessa dai loro genitori. I bambini di oggi sono il mondo di domani.

Al contrario di come molti genitori medi pensano, la scuola non è un luogo dove depositare i figli per toglierseli dai piedi affinché loro possano andare in ufficio per essere sfruttati tutto il giorno. La scuola dovrebbe essere prima di tutto lo studio consapevole di sé stessi, poiché in realtà ogni cosa che studiamo riguarda il nostro stesso essere. Siamo ingenui e ignoranti quando pensiamo che a scuola stiamo studiando eventi che accadono al di fuori di noi stessi. Tutto accade all’interno di noi stessi. Un evento storico non accade fuori dalla nostra coscienza, ma è letteralmente prodotto all’interno della nostra coscienza e dalla nostra coscienza. Diventarne consapevoli ci rende vivi.

Cos’è un genitore nell’universo, intendendo quale responsabilità ha un umano che genera un altro umano su un pianeta che “fluttua” nella galassia, che a sua volta fluttua nell’Infinito?
Spesso facciamo figli senza una reale consapevolezza, e li istruiamo a credere che la vita avvenga a caso. Questo è il perno su cui la schiavitù planetaria poggia le sue fondamenta.
Sì, hai letto bene.
Dobbiamo sempre tenere a mente che tutto l’organismo planetario è nella nostra coscienza e, dunque, tutto è determinato da noi stessi.

Siete addormentati nel programma mentale che trovate al vostro arrivo su questo pianeta. Dunque tutto vi sembra normale. Nessuno vi chiede di cambiare il mondo, ma di lasciare una traccia che conduce alla Sorgente. Questo è tutto ciò che conta. Tanto più si è svegli e disillusi, tanto più si riesce veramente ad amare.

Nessuno nega le sofferenze della personalità, ma essendo collegati alla Sorgente, tutto appare per ciò che è: finto. Allora potrete recitare veramente nel film che trovate in questo mondo.

Nelle scuole del futuro si insegnerà ad ascoltare le emozioni, ad osservare la mente senza divenirne schiavi e a conoscere l’energia del proprio corpo. [E di certo non insegneranno ai bambini che si potrà decidere il proprio sesso invitando nelle classi dei transgender].

In questo capitolo, la responsabilità maggiore va attribuita ai genitori, non agli insegnanti. Un individuo responsabile è prima di tutto un uomo o una donna che non accettano supinamente la giostra moribonda della società, e un genitore responsabile è un individuo che osserva la vita sociale, scorgendone la meccanicità, è un individuo che non dà per scontato il vivere, il morire e il mistero che ha generato queste due illusioni.
Ma veniamo alla figura dell’insegnante.

L’insegnante deve avere un approccio verticale alla vita. La visione dei bambini che ha di fronte deve essere verticale. La sua visione deve essere focalizzata verticalmente.
Adottare una visione verticale fa sì che la consapevolezza dell’impermanenza delle cose temporali, orizzontali, sia il fulcro d’emanazione delle sue gesta e pensieri. Questa consapevolezza non è e non può essere soltanto mentale. L’insegnante del futuro deve incarnare il fuoco dell’immortalità che deriva dall’essersi completamente identificati nello Spirito, deve voler vedere i propri alunni liberi e svegli dalla meccanicità del sistema sociale e dalla macchina umana, insegnando loro ad osservare entrambe senza giudizio.

L’insegnante deve trasmettere l’immortalità per irradiazione cardiaca. Non c’è altro modo per rendere onore al Dio che è in noi stessi.

Ora mi rivolgo ai genitori di oggi e, allo stesso tempo, ai loro figli che a loro volta faranno altri figli. Mi rivolgo al futuro: i sistemi scolastici sono in mano a coloro che gestiscono il mondo e di certo non vogliono esseri umani creativi. Dovete essere consapevoli di questo quando i vostri figli rientrano a casa dalle comuni scuole. Nuove scuole stanno nascendo che insegnano e trasmettono le virtù spirituali oltre che insegnare a fare 2+2.

Se guardo al mio essere e alle circostanze scolastiche in cui mi sono trovato, ne vedo la perfezione; nulla era casuale. Il mio spirito ha scelto quelle scuole e quei compagni. Io vivo in una periferia romana dove regna la vita di strada e le scuole che sono intorno al mio quartiere sono popolate da noi ragazzi di periferia. Il caos è sempre regnato sovrano alle medie, tanto da far cambiare le regole alla scuola intera; alle elementari, durante l’ora di ricreazione, ci si picchiava per sport. All’asilo facevo le flessioni su una mano durante l’ora del riposino. Sono nato nel posto perfetto, nel momento perfetto affinché, grazie anche ai compagni che avevo, le scuole che ho frequentato non avessero mai il potere di educarmi e di spegnere la scintilla ardente nel cuore.

Di fronte alla scuola superiore, al primo anno, ho avuto dei risvegli di coscienza. Vedevo i compagni di scuola entrare senza chiedersi il perché stessero entrando lì dentro, senza avvertire il peso dell’obbligo, della costrizione, mentre io rimanevo fuori e osservavo loro come un gruppo di salmoni che imboccano il ruscello in cui alla fine è posta la rete dei pescatori. Nessuno si chiedeva chi avesse costruito quella scuola e perché, chi finanziava quella scuola? E chi finanziava coloro che finanziavano quella scuola? Perché? A quale scopo? Cosa interessava a quelli che governano il mondo che mi costringono a pagare le tasse della mia istruzione?>>

Questo era un estratto del nuovo libro Ingenuità e ignoranza – Bellezza e Miracolo

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