Sentire l’assenza di tempo in una sala d’aspetto per l’otorino

Sono in una clinica per farmi visitare un orecchio, sono collocato al settimo piano in una sala d’aspetto il cui aspetto, è degno di una scena di Matrix, con i disservizi della mia città che la rendono magica, eppure questa scena è di una bellezza tremenda. Il sole entra dai finestroni e illumina tutta la sala e sembra come essere sospesa nel tempo proprio come se il tempo stesso stesse in attesa in una sala d’attesa!

Osservo i camici bianchi nel loro acceso vaniloquio che, urlando, mi stanno facendo sanguinare l’orecchio che ero venuto a farmi visitare. Tutti questi anni di percorso spirituale hanno sventato una strage sanitaria…

In tutto ciò, questa scena osservata dall’alto ha la sua tremenda Bellezza e mi ricorda che nel mentre io sono qui catapultato in questa scena come un attore in un film… lì fuori siete insieme a me a svolgere le vostre parti di un film che è unico per tutti. Solo che gli attori si sono dimenticati di stare recitando!

Ultimamente ho il sonno sfalzato, non segue il ritmo del mondo e nemmeno quello del meccanismo naturale. Questo, se protratto per brevi periodi, aiuta a cogliere la sostanza onirica della realtà. E no, tranquilli non faccio la fine di Edward Norton (personaggio principale del Fight Club)…

Edward Norton

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Essere seduto qui ed essere consapevole che tutto l’universo è complice di questa scena così surreale è veramente fonte di Gioia. Osservare gli esseri umani inconsapevoli è Bellezza, si può chiaramente vedere il collegamento mancato con l’istante presente delle persone, di se stessi.

La fonte di gioia proviene dall’Assurdità del tutto. Don Juan la chiamerebbe “follia controllata“.

“Gli chiesi se follia controllata significasse che le sue azioni non erano mai sincere ma erano i gesti di un attore”.
“Le mie azioni sono sincere,” disse “ma sono solo i gesti di un attore”.
“Quindi tutto ciò che fai deve essere follia controllata!” esclamai sorpreso.
“Sì, tutto” ripose.
“Ma non può essere vero” protestai “che ogni tua azione sia solo follia controllata.”
“Perché no?” ribatté con espressione misteriosa. […]
“Intendevo dire che deve esserci qualcosa al mondo a cui tieni in modo diverso dalla follia controllata. Non credo sia possibile continuare a vivere se per noi non c’è nulla che conti sul serio.”
“Questo vale per te” ribatté. “Le cose importano a te. Mi hai chiesto della mia follia controllata e ti ho detto che tutto ciò che faccio per me e per i miei simili è follia, perché niente è importante.” […]
Ero sconcertato, non avrei mai potuto prevedere dove mi avrebbe condotto la mia domanda. Dopo una lunga pausa mi venne una buona idea. Evidenziai che, a mio giudizio, alcune azioni dei miei simili erano di suprema importanza; misi in evidenza che una guerra nucleare era senza dubbio l’esempio più drammatico e aggiunsi che per me distruggere la vita sulla terra era un atto di mostruosità abissale. “Lo credi perché pensi. Stai pensando alla vita” replicò don Juan con un luccichio negli occhi. “Non stai vedendo.”
“Mi sentirei diverso se riuscissi a vedere?”
“Quando un uomo ha imparato a vedere, si trova solo al mondo, con nient’altro se non la follia” disse don Juan in modo ermetico. […]
“I tuoi atti, come quelli dei tuoi simili in generale, ti sembrano importanti perché hai imparato a pensare che lo siano.” […]
“Impariamo a pensare su tutto,” disse “e poi educhiamo i nostri occhi a guardare nello stesso modo in cui pensiamo le cose che guardiamo. Guardiamo noi stessi pensando già di essere importanti, e perciò siamo convinti di sentirci tali! Ma poi, quando un uomo impara a vedere, comprende che non può più pensare alle cose che guarda, e se non lo può fare, tutto diventa irrilevante.”

Dialogo di Carlos Castaneda con Don Juan nel libro: Una realtà Separata. Nuove conversazioni con Don Juan

Il paradosso della giornata: Sentire l’assenza di tempo in una sala d’aspetto per l’otorino! Mi sembra abbastanza.